Anarchici e anarchiche in Carnia

Italo Cristofoli (Aso), comandante di uno dei primi distaccamenti della brt Garibaldi–Friuli. Morto il 27 luglio 1944 durante l’assalto a una caserma della Milizia fascista a Sappada.

Sulla storia del movimento anarchico in Carnia segnaliamo di seguito alcune risorse disponibili:

ON LINE:

Mauro De Agostini, Tolmezzo: una camera del lavoro dell’USI, in “Collegamenti Wobbly”, pubblicato in due parti: luglio-dicembre 2003 e gennaio-giugno 2005

Elis Fraccaro, Mezzo secolo di anarchismo in Carnia nei ricordi di Ido Petris, in “Bollettino Archivio G. Pinelli” (Milano) n. 14, Dicembre 1999.

alcune biografie dal Dizionario biografico degli anarchici italiani: Continue reading

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le due morti ingloriose delle cooperative carniche (1923 e 2015)

Chi vive in Friuli ha ben presente la fine ingloriosa (nel 2015) della Coopca, erede della storia secolare delle cooperative carniche. Un crack finanziario che ha travolto i risparmi di soci e lavoratori.

Cooperativa carnica di consumo Tolmezzo (sviluppo dal 1907 al 1927, da notare i due fasci littori che incorniciano la croce sabauda)

Nessuno invece sembra ricordare una precedente morte (in questo caso solo morale) perché in quel caso i quattrini vennero conservati. 

Nel giugno 1923 il potente complesso delle cooperative carniche (legato fino ad allora al Partito socialita) si arrese ignominiosamente al nascente regime fascista Continue reading

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Profili di anarchici e anarchiche udinesi (1900-1960)

La presenza di anarchici e anarchiche a Udine è ben documentata dalla fine dell’Ottocento. Di alcuni sappiamo poco più che il nome, di altri abbiamo maggiori informazioni.

Vediamo qualche caso:
MASSIMILANO (MASSIMO) DE PASCAL
Su di lui esiste un fascicolo al Casellario Politico Centrale a Roma.

Nato a Polesella (Rovigo) il 21 agosto 1887 , di professione fabbro meccanico. La sua prima segnalazione al CPC risale al 2 novembre 1908, quando viene arrestato per propaganda antimilitarista davanti alla caserma di cavalleria di Udine “gridava ‘Abbasso il miltarismo, viva l’Anarchia […] e cercava di distribuire alle reclute i giornali [anarchici] ‘Il Libertario’,  ‘La Protesta Umana’ [ e il settimanale socialista] ‘Il Lavoratore Friulano'” (profilo 7.12.1912). Nel 1913 organizza a Udine una conferenza del “pubblicista anarchico Zavattero Domenico […] svolgendo il tema ‘La scuola moderna'”.E’ stimato anche dai socialisti tanto da accollarsi persino per qualche tempo il ruolo di gerente del settimanale socialista locale “Il Lavoratore friulano”.  Il 15 settembre 1920 al congresso costitutivo dell’Unione Anarchica Friulana gli viene affidata la segreteria dell’Unione. (1). Nel 1925 si trasferisce per lavoro a Sesto San Giovanni (MI). Muore il 12 luglio 1937.

OTTORINO PATTUMI

Di lui abbiamo scarse informazioni, provenienti dalla stampa anarchica. Ferroviere lavora prima a Gorizia e poi a Udine, dove nel 1920 è attivo nel gruppo “Germinal”, a lui  “con ogni probabilità vanno attribuite le corrispondenze da Udine che, sotto lo pseudonimo di Ribelle, appaiono su “Umanità Nova” dall’ 8 giugno al 24 novembre 1921″. In seguito si trasferisce per lavoro. Le ultime notizie che abbiamo di lui lo vedono a La Spezia, dove nel 1924 invia due sottoscrizioni al periodico malatestiano “Pensiero e volontà” (1).

“I PETROZZI”
In questo caso è anarchica praticamente l’intera famiglia. Il padre Carlo e i figli Alerame, Delfina e Girani. L’unico fascicolo presente al CPC è quello relativo a Girani e vi si trovano informazioni relative anche al resto della famiglia.

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Ricordo di Ido Petris

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Ido Petris, compagno di Pradumbli-Prato Carnico, è scomparso da pochi giorni.

Lo dico per chi non lo conoscesse di persona: è sempre stato attivo e ha dato una mano solidale e importante in tante occasioni (Contro la Strage di Stato nel 1972, alla sistemazione della libreria Utopia 3 nel 1979, appoggio per lavori storici sulla Val Pesarina negli anni ottanta e Novanta, nella Fiera dell’autogestione nel 1997,  e non solo,…). Aveva 88 anni.

E’ stato parte rilevante della memoria storica dell’anarchismo regionale in un territorio, la Val Pesarina, dove gli anarchici avevano cominciato, pare, con la Prima Internazionale. L’emigrazione in Svizzera e Austria, dove si lavorava duramente da muratore o da boscaiolo, aveva portato, già nell’Ottocento, idee di rivoluzione e di solidarietà popolare anche in questa valle carnica.

Il padre, Innocente, ha una scheda nel Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani. Tutta la famiglia aveva contribuito, con molti altri compagni e compagne, alla costruzione della Casa del Popolo, inaugurata nel 1911.  Continue reading

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Ospedali privati, profitto e coronavirus

In un precedente articolo abbiamo messo in luce come l’attuale carenza di posti in terapia intensiva derivi dalla dissennata politica di privatizzazione della sanità. Come al solito “perdite pubbliche e profitti privati” (questa sembra essere la regola aurea del cosiddetto “mercato”).

Ma ecco  qualche ciliegina sulla torta:  a Udine L’Ospedale pubblico cerca personale sanitario, l’ Ospedale privato mette il proprio personale sanitario in cassa integrazione.

Incredibile ?  però tragicamente vero….

A Cesano Boscone (MI) un ospedale privato (di proprietà in questo caso della Curia) approfitta dell’emergenza coronavirus per peggiorare le condizioni contrattuali del personale sanitario. Identica solfa all’Ospedale San Raffaele di Milano (quello fondato da don Verzè, ricordate ?). Si sa, in tempo di emergenza non è consentito fare sciopero…

Solidarietà ai lavoratori impegnati in prima linea contro l’epidemia ? a parole si ma quando si tratta di mettere mano al portafogli…

 
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SCIOPERO DELLA FAME AL CPR DI GRADISCA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

URGENTE: LO SCIOPERO DELLA FAME CONTINUA E SI ESTENDE NEL CPR DI GRADISCA.

Arriva la RICHIESTA D’AIUTO dal CPR di Gradisca di diffondere il più possibile le volontà dei reclusi in sciopero.

Chiediamo quindi aiuto a tutt* per una massima diffusione.

Oggi, 25 marzo, continua lo sciopero della fame nel CPR di Gradisca, alcuni detenuti sono al terzo giorno senza mangiare. Ieri sono stati raccolti i nominativi di alcuni di loro, ma per ora non hanno ricevuto alcuna visita medica.

Lo sciopero si è ora esteso, le stime attuali sono di 50 detenuti in sciopero. Rispetto ai motivi della protesta comunicati ieri (cibo avariato che crea problemi intestinali e assenza di saponi e ricambi di vestiti), oggi si fa più forte la richiesta di essere liberati.

I reclusi ribadiscono di non essere né animali né criminali, di essere stati messi nel CPR a causa di problemi con i documenti che non possono risolvere stando chiusi nel CPR. Dichiarano che il CPR è ancor peggio di una prigione e che, se il virus entra, si ammalano tutti. Hanno paura, nel caso si ammalassero, che nessuno li aiuterebbe e li lascerebbero morire lì. I reclusi inoltre hanno smesso di mangiare anche per la paura che il cibo sia infetto poiché sia le guardie della struttura sia i lavoratori, che consegnano il cibo sotto le sbarre delle gabbie, escono ed entrano dal centro e potrebbero essere portatori del virus.
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Sanità: lo Stato taglia, i privati ingrassano

Un interessante articolo pubblicato il 23 marzo 2020 nell’inserto del lunedì “Affari e finanza” di “Repubblica”.

il succo dell’articolo di Sergio Rizzo è che “in vent’anni la spesa sanitaria complessiva è cresciuta del 22 % in termini reali. Ma mentre il settore pubblico riduceva il numero di ospedali e posti letto, i fondi girati alle strutture private sono aumentati di quasi un terzo. E gli imprenditori del settore hanno costruito vere e proprie fortune”.

L’articolo utilizza una recentissima analisi svolta da Luca Gerotto per conto dell’Osservatorio dei conti pubblici (diretto da Cottarelli) secondo cui la spesa sanitaria pubblica è cresciuta di ben il 69 per cento, passando da 63,8 a 115,4 miliardi tra il 2000 e il 2018 (alla faccia dei “risparmi” !) soldi però destinati alla sanità privata in cui si sono create vere e proprie fortune a danno della salute e delle finanze pubbliche.

Quali i risultati sulla capacità della sanità di rispondere alle emergenze ? disastrosi. Nel 2004 i posti di terapia intensiva negli ospedali italiani erano inferiori al al 3 % del totale (un terzo della media europea), nel 2017 si è arrivati al 2,64 % (ma le strutture private non raggiungevanol’1%).

Nel corso della Prima guerra mondiale i profittatori di guerra venivano definiti “pescecani” (e con il fascismo hanno continuato a fare soldi indisturbati), come definire oggi i profittatori della sanità privata ?

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L’informazione ai tempi del coronavirus

La grave pandemia che sta mettendo alle corde il nostro Paese e mezzo mondo ha accentuato ulteriormente un difetto tipico del mondo dell’informazione (o disinformazione ?) italiana.

In Libia si continua a combattere ? Che ne è stato dei profughi ammassati tra Turchia e Grecia ? (1)

Mistero. I TG non ne parlano (già dedicano uno spazio ridicolo all’emergenza coronavirus nel resto del mondo, figuriamoci se si occupano di queste minuzie…).

La globalizzazione evidentemente esiste solo per la vendita dei prodotti di Amazon e di Mc Donald…

Rimanete a casa ! Ci dicono.

Purtroppo qualcuno la casa non ce l’ha … all’estero perché gliel’hanno distrutta i bombardamenti, in Italia perché non ce l’ha mai avuta….

risposte:
(1) ieri Haftar ha bombardato nuovamente Tripoli e la situazione nei campi profughi è sempre più grave

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SANZIONI PENALI DECRETI ANTI-CORONAVIRUS

AGGIORNAMENTO 25 MARZO 2020

Con il decreto legge 19/2020 le sanzioni penali sono state trasformate in sanzioni amministrative, come spiega il sito del governo:

“Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Se il mancato rispetto delle misure restrittive avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.”

Sono però state aggravate le sanzioni penali per chi viola la quarantena:

“La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni). ”

13 marzo 2020 Non entriamo nel merito dei provvedimenti assunti dal Governo per frenare la diffusione del virus (certo più coerenti di quanto sta avvenendo a tutt’oggi nel resto d’Europa).

Vogliamo invece soffermarci su di un altro punto, necessario in un paese come l’Italia in cui le leggi sembrano fatte apposta per mettere nei guai la gente comune e per garantire l’impunità ai potenti. Continue reading

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Gli anarchici di Udine nel 1919-1920

Se sulla presenza degli anarchici in Carnia esistono già diverse ricerche, molto meno si sa sul movimento nel resto del Friuli; le brevi note che seguono si riferiscono ad alcuni militanti operanti ad Udine nel “biennio rosso”. All’epoca della pubblicazione del Dizionrio Biografico degli Anarchici Italiani non è stato possibile inserire le loro biografie a causa del livello ancora embrionale delle ricerche

Nel 1919-20 è presente ad Udine un attivo gruppo anarchico, denominato Germinal, animato tra gli altri da Carlo Petrozzi (definito dalla polizia “uno dei più accaniti anarchici della provincia”) dai suoi figli Delfina e Girani (il cenno biografico del CPC definisce quest’ultimo “segretario e porta bandiera del gruppo anarchico di Udine” rilevando che “fa attiva propaganda e prende parte a tutte le manifestazioni del partito”), dal ferroviere Ottorino Pattumi, a cui con ogni probabilità vanno attribuite le corrispondenze da Udine che, sotto lo pseudonimo di Ribelle, appaiono su Umanità Nova dall’ 8 giugno al 24 novembre 1921, e da Massimiliano (Massimo) De Pascal, un militante attivo fin dal periodo prebellico. La sua prima segnalazione al CPC risale al 2 novembre 1908, quando viene arrestato per propaganda antimilitarista davanti alla caserma di cavalleria di Udine, è stimato anche dai socialisti tanto da accollarsi per qualche tempo il ruolo di gerente del settimanale socialista locale Il Lavoratore friulano; il 15 settembre 1920 al congresso costitutivo dell’Unione Anarchica Friulana gli viene affidata la segreteria dell’Unione.

Un altro gruppo con la stessa denominazione di Germinal opera contemporaneamente nel vicino paese di Martignacco (ma non abbiamo notizie sui suoi aderenti). Scarica l’articolo completo pubblicato sul Bollettino archivo G. Pinelli, n. 30 dicembre 2007

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