Sotàns: gli unni a Udine…

Non volevamo crederlo, speravamo che non accadesse… Ma a Udine è possibile tutto il peggio purtroppo…

La storica piazza San Giacomo (una delle piazze più belle del Nordest) è stata trasformata in un bar a cielo aperto.

Complici maggioranza e opposizione PD, silente la Soprintendenza (che però aveva bloccato per anni l’installazione della passerella per l’accesso dei disabili)…

Sotans“, appunto…

 

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Montanelli colonialista e stupratore ? Giudicate voi

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Cosa succede in USB ?

Riprendendo il nostro osservatorio sul sindacalismo di base riportiamo questo interessante articolo di Leonardo De Angelis. Purtroppo sempre di più i sindacati di base tendono a replicare i difetti dei sindacati di regime. Problema storico di USB è l’assenza di democrazia interna.

“In un breve lasso di tempo abbiamo letto dichiarazioni di compagne e compagni che, pur con motivazioni estremamente diverse, lasciano l’organizzazione. Ci riferiamo soprattutto a due situazioni: la prima, Arianna Mancini – membro del Coordinamento Provinciale di Roma – risale al 2 Aprile  segue su Prospettiva ecosocialista

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Narodni Dom Trieste: una ferita ancora aperta

Il  Narodni Dom (casa del popolo) di Trieste  a partire dal 1904  è stato il centro culturale, sociale, economico e politico della componente nazionale slovena nella multietnica Trieste asburgica.

Era stato progettato dall’architetto Max Fabiani ed ospitava,  un teatro, un ristorante, un albergo (l’Hotel Balkan), oltre ad associazioni musicali, teatrali,  sportive e di mutuo soccorso.

Il 13 luglio 1920 venne dato alle fiamme dai fascisti. Così ricorda l’episodio l’anarchico Umberto Tommasini:

L’incendio dell’Hotel Balkan

“Per caso stavo passando per piazza Grande e là c’era Giunta [il capo fascista locale], saltato sulla fontana, che ha cominciato ad arringare una ventina di persone dicendo: ‘hanno ammazzato i nostri ufficiali a Spalato e dobbiamo vendicarli’. Dopo sono andati su per piazza Ponterosso e io li fiancheggiavo, perchè volevo vedere dove andavano. Avevano già preparato bidoni di benzina e sono entrati di prepotenza. Quando sono arrivato al Balkan, è cominciato ad uscire fumo dalle finestre. Era dopopranzo, verso le 4-5. c’era un rogo, un rogo… Uno spettacolo. Ho visto una donna che si buttava giù dalla finestra. Poi sono arrivati i pompieri e degli ufficiali della caserma di piazza Oberdan che sparavano contro l’hotel che bruciava, perchè dicevano che gli Slavi li avevano attaccati. Non hanno fatto indagini né arrestato nessuno. Era una cosa combinata con le autorità.

Ricordo che mio papà e i socialisti dicevano: ‘hanno attaccato gli Slavi, ma da noi, alla Camera del Lavoro, al ‘Lavoratore’ [il quotidiano socialista locale] non verranno. I nazionalisti si battono fra di loro. Con noi non se la prendono’. Ma dopo è stato dimostrato che hanno preso un po’ tutti: prima gli uni e dopo gli altri”(1).

Con l’avvento del regime fascista, che non tollerava la presenza di  minoranze nazionali, i proprietari furono costretti a vendere (o meglio “svendere”) lo stabile. Dopo la Liberazione la comunità slovena chiese ripetutamente di rientrare in possesso dell’edificio. Senza esito. Continue reading

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Udine: come rovinare la piazza più bella…

Piazza Matteotti (più nota con l’antico nome di piazza San Giacomo) è sicuramente la piazza più bella della città. Anticamente denominata piazza delle erbe era sede del mercato. Funzione che si è mantenuta fino a qualche decennio fa, quando i cervelloni dell’amministrazione comunale hanno pensato che il mercato “deturpasse” la bellezza della piazza (senza considerare che in molte città – come Vicenza – il mercato sottolinea il pregio delle piazze storiche).

Una volta cacciato pure il periodico “mercatino dell’antiquariato” la piazza si è ridotta ad ospitare improbabili mercatini natalizi o mostruosi tendoni come quello di Friuli doc

E la Soprintendenza che dice ? Pare che questo eccelso organo, che ha bloccato per anni l’installazione della pedana indispensabile per l’accesso dei disabili al plateanico, non abbia avuto nulla da ridire…

Rimanevano almeno le corse gioiose dei bambini a dare un senso alla piazza…

Ma ecco ora la nuova idea geniale: perché non riempire l’intero plateatico con i tavolini dei bar trasformando così l’intera piazza in un bar a cielo aperto ? Magari moquettando la piazza con uno sgargiante color verde erba ?

A questo punto ci permettiamo una modesta proposta: perché non trasformare la cattedrale in un bel centro commerciale ? Sicuramente sarebbe una bella idea per rivitalizzare il centro…

piazza San Giacomo durante una edizione di Friuli doc
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Operai in piazza (finalmente…)

Il 27 maggio a Milano i sindacati di base Cub, Sgb, SI Cobas, Sial Cobas e Sol Cobas hanno partecipato a una manifestazione partita dal palazzo della regione, dove in origine avrebbe dovuto tenersi solo un presidio, divenuto corteo.

Dopo quella degli operai ex ILVA di Genova è la seconda manifestazione di lavoratori con corteo in Italia, che viene a spezzare il divieto governativo di manifestare.

Il fattore importante è che questa manifestazione, a differenza di quella genovese, è stata organizzata dal sindacalismo di base, non da CGIL CISL UIL, e dunque era priva delle tutele politiche di cui gode il sindacato di regime.

Una manifestazione riuscita. Se n’è accorta anche la stampa padronale.

Era assente l’Usb, segnando così l’ennesima divisione nel sindacalismo conflittuale.

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Udine: i negozianti possono manifestare, gli antifascisti no

Oggi in piazza I Maggio a Udine si è tenuta una manifestazione (definita “spontanea”) di negozianti comprensibilmente preoccupati per la forzata chiusura delle loro attività.

Pare strano che in una manifestazione “spontanea” i dimostranti brandiscano manifesti fatti in serie e vedano tra di loro l’on. Ferruccio Saro, vecchio volpone della politica regionale, ansioso di offrirsi ai microfoni dei cronisti, e il consigliere regionale Emanuele Zanon. Ma tant’è…

In generale abbiamo simpatia per chi compie gesti di “disobbedienza civile” contro norme parafasciste come i decreti Salvini che comminano pesantissime sanzioni per una “manifestazione non autorizzata” e contro ordinanze lesive dei diritti costituzionali dei cittadini.

Non possiamo però fare a meno di notare che mentre questa manifestazione (che non pare sia stata “autorizzata”) si è svolta indisturbata la manifestazione antifascista del 25 aprile indetta nella stessa piazza (con ogni garanzia di sicurezza) è stata proibita.

D’altra parte manifestazioni di negozianti si sono tenute dovunque (ben raramente sanzionate dalle autorità) mentre a Trieste una manifestazione per il I Maggio (certamente più spontanea di quella udinese di oggi) ha fruttato oltre cento denunce e a Pordenone, addirittura, tre persone sono state multate solo per aver affisso uno striscione il I maggio.

Questa è la “democrazia” baby...

 

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Ripristinare le garanzie costituzionali ora lo chiedono anche i giuristi

Che viviamo da settimane in un vero e proprio stato di eccezione lo stiamo scrivendo da tempo. Ma ora se ne sono accorti pure i giuristi. Oltre cento giuristi hanno già sottoscritto un appello al presidente del consiglio Conte chiedendo di ripristinate le garanzie costituzionali.  Nell’articolato documento (qui il testo integrale) si rileva tra l’altro che:

“È un fatto che le misure (centrali e locali) introdotte per fare fronte all’emergenza Covid-19 ledono fino quasi ad annullare le libertà e i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, incluse la libertà di circolazione (Art. 16), la libertà di riunione (Art. 17), il diritto di professare la propria fede religiosa nei luoghi di culto (Art. 19), il diritto allo studio (Artt. 33-34), la libertà di iniziativa economica e di utilizzo della proprietà privata (Artt. 41-42), financo la libertà di espressione del pensiero (Art.21) e soprattutto la libertà personale (Art. 13) e i diritti inalienabili della persona (Art. 2 e CEDU)”

Possiamo aggiungere che non sono sospesi per tutti: mentre i negozianti possono manifestare in piazza (senza distanziamento sociale e spesso senza manco comunicazione alla questura) chi manifesta ricordando il I Maggio viene duramente sanzionato.

E che dire degli operai che possono liberamente ammassarsi in fabbrica in nome della produzione con scarsissima tutela del loro diritto alla salute ?

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Stato d’eccezione ed emergenza coronavirus

Riportiamo un intervento sull’argomento:

“In un articolo sulla Busiarda (La Stampa di Torino) del 20 aprile 2020  Massimiliano Panarari affonda il dito nella piaga:

Quando la tua casa diventa un carcere

Con l’emergenza coronavirus il governo ha proclamato lo Stato d’eccezione sospendendo di fatto le garanzie costituzionali – argomenta l’articolista –  ora come insegna il filosofo Carl Schmitt (che non casualmente fu poi sostenitore del nazismo) “Sovrano è colui che decide sullo stato d’eccezione” (ovvero traduciamo noi: il vero potere c’è l’ha chi ha il potere di sospendere le leggi fondamentali facendone strame). L’articolista prende quindi atto con malcelata soddisfazione della svolta golpista e invita Conte ad un maggior decisionismo in favore delle “giuste ragioni del mondo industriale”. Parole chiarissime.

Con la consueta miopia risponde Francesco Pallante sul “Manifesto” del 22 aprile belando che no, non di stato d’eccezione si tratta ma di semplice “Stato di emergenza sanitaria” proclamato legalmente sulla base del Codice della protezione civile ! Il buon Pallante si ricorda che le dittature fascista e nazista vennero instaurate in modo perfettamente legale ? Evidentemente no.

segue su INIZIATIVA ANARCHICA

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25 aprile 2020: io voglio manifestare !

23.4.2020 AGGIORNAMENTO: APPRENDIAMO CHE L’INIZIATIVA E’ STATA VIETATA DALLA QUESTURA

Riportiamo di seguito il comunicato degli organizzatori:

“DENUNCIAMO CHE IL GOVERNO CONTE, I 5 STELLE, IL PD, LEU, ITALIAVIVA, HANNO CONSEGNATO LA GIORNATA DEL 25 APRILE, IN PARTICOLARE MODO IN QUESTA REGIONE, CHE HA VERSATO MOLTO SANGUE PROLETARIO NELLA RESISTENZA PARTIGIANA CONTRO IL NAZIFASCISMO, IN MANO A SINDACI PARAFASCISTI ELETTI CON I VOTI DI CASAPOUND, CHE SIMPATIZZANO PER LA XMAS E HANNO MOLTE ALTRE FORME DI CONNIVENZA CON LA DESTRA FASCISTA E NEO-FASCISTA, SIA A UDINE CHE GORIZIA CHE A TRIESTE CHE A PORDENONE. Non solo i DPCM di Conte sono platealmente anticostituzionali, ma il Presidente del Consiglio ha rincarato la dose diramando una circolare ai Prefetti dove indica e autorizza un’unica persona “l’autorità deponente” a celebrare il 25 aprile; nella fattispecie Udinese in qualche modo hanno permesso anche all’Anpi di rientrare in gioco. Ma non era meglio starsene fuori e denunciare l’incostituzionalità dei DPCM di Conte invece di legittimare una situazione così orribile? In questo modo, invece di permettere, magari anche piccole manifestazioni, con tutte le garanzie sanitarie, di prevenzione certa di ogni rischio di contagio del virus Sars-CoVid-2, si è dato alle Questure lo strumento che da sempre attendevano per impedire le manifestazioni politiche. Il Golpe perfetto è servito.”

20.4.2020 Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Comitato 25 aprile di Udine

Per chi non avesse FB riportiamo integralmente la comunicazione alla Questura:
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