Per una storia del sindacato in Italia: dalla legge fascista sulla rappresentatività sindacale all’attuale normativa democratica

Riproponiamo qui in download dall’originale un articolo datato (pubblicato su Collegamenti-wobbly, gennaio-giugno 2003) che tuttavia non ci sembra aver perso di attualità.

Nel testo viene evidenziata la singolare continuità tra la normativa fascista (legge 3 aprile 1926 n. 563) che impose il monopolio dei sindacati fascisti fingendo di mantenere la libertà sindacale e l’attuale normativa “democratica” (D.lvo 30 marzo 2001 n. 165) che consegna il monopolio ai sindacati “concertativi”.

Viene affrontato il tema del collateralismo sindacati-partiti che connota tutta la storia d’Italia e il problema della degenerazione burocratica del funzionariato sindacale

 

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Zona gialla in Friuli? Grido di allarme dei medici

Zona gialla in Friuli VG ? ecco quanto scrive una dottoressa del Pronto Soccorso di Udine:

 


“Basterebbe essere sinceri…adesso gioite per la zona gialla poi ci sarà un lockdown totale….ma intanto festeggiate e spendete. Poi se non troverete un posto in ospedale…avrete festeggiato non importa…ma purtroppo pagheranno tutti queste scelte. Noi sanitari cercheremo sempre di fare il nostro meglio..rinunciando a feste , riposi..ci ammaleremo ancora ..ma i miracoli non siamo in grado di farli.”

Parole che dovrebbero far riflettere…

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Fedriga ovvero: il demagogo maldestro

Il presidente della Regione FVG Fedriga sta veramente dando il peggio di sè nell’attuale emergenza pandemica.

Nel suo costante sforzo di appiattirsi su Salvini sembra preoccupato esclusivamente di scaricare ogni scelta e ogni responsabilità sul governo.

Evita di assumere decisioni “impopolari”, polemizza con le politiche prudenziali del governo e, alla disperata ricerca di consensi tra baristi e negozianti, rischia di far precipitare la situazione sanitaria in regione. Una situazione sanitaria che purtroppo appare già fuori controllo. Volentieri pubblichiamo un video sull’argomento che ci è pervenuto

https://www.facebook.com/zelindo.gribaudo/videos/1588347308015801

 

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Lettera degli anestesisti a Fedriga

Gli anestesisti e rianimatori del Friuli Venezia Giulia hanno inviato al Presidente della Regione Fedriga e al suo vice Riccardi una allarmata lettera in cui mettono in luce le gravi carenze del sistema sanitario e le responsabilità della politica (nazionale e locale).

Imedici scrivono che gli operatori “sono allo stremo per fatica fisica, per ore lavorate ininterrottamente, per carico emotivo e stress correlato d i pazienti vengono trattati ed assistiti nel miglior modo possibile che a volte è molto simile a quello di un ospedale di guerra dove le risorse disponibili sono decisamente e pericolosamente inferiori alle richieste subentranti”.

A differenza di quanto dichiarato dalla Regione “in FVG non ci sono 175 posti letto di Terapia intensiva da dedicare ai malati COVID-19, non ci sono 100 posti di Terapia Semi intensiva, quindi finiamola col fornire alla stampa e ai cittadini numeri suggestivi, eclatanti, confusi, confondenti e non reali” perché per fare un posto di Terapia intensiva non basta il letto e l’attrezzatura ma occorre il personale formato (ora molto carente).

Non servono commenti.

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Ottoni a scoppio: chiediamo giustizia !

Novembre 2020: Continua il farsesco processo contro gli ottoni a scoppio. Ci auguriamo che ora si concluda con l’assoluzione completa

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Come ogni 4 novembre: ricordiamo l'”inutile strage”

Inutile strage ? Certamente è stato inutile il sacrificio di nove milioni di morti (seicentomila in Italia) inutilmente ammazzati, tra i quali è stata ripescata la salma di un povero caduto, un “milite ignoto” da imbalsamare come simbolo del militarismo patriottico. Assai utile invece per i grandi industriali che, comodamente imboscati nelle retrovie, hanno fatto i miliardi a spese del bilancio dello Stato: come la FIAT, passata da quattromila a quarantamila dipendenti durante il conflitto…

Vale la pena di leggere qualche riga dai ricordi di uno che in trincea c’è stato davvero:

“Tutti la guerra la facevamo per vigliaccheria, non per coraggio. Ci chiamavano e non avevamo il coraggio di fare il disertore: allora dovevamo fare la guerra.

In un primo momento avevano messo in prima linea anche i carabinieri sul Podgora, al Pneumo. Li hanno mandati all’assalto, ma ci sono rimasti tutti, la maggior parte uccisi dai soldati italiani che sparavano loro nella schiena. All’ultima offensiva di agosto, alla quale ho preso parte a Gorizia sul Monte San Marco, è venuto un plotone di carabinieri da Udine con il motto ‘O morti o decorati”: Ma non li avevano mandati per andare all’assalto contro gli Austriaci ma per mandare gli Italiani ad ammazzare e a farsi ammazzare. Il primo assalto era andato male […] i carabinieri venivano a cercarci nelle gallerie, a vedere che mostrine avevamo sulla divisa. Se le avevamo da mitragliere ci lasciavano andare, ma se erano di fanteria allora voleva dire che si era scappati via dalla prima linea. Allora li prendevano e li tiravano fuori come maiali, quando li tirano fuori dalla stalla per ammazzarli: li mettevano su, davano un colpo di moschetto nella schiena… Quando vedevo queste cose, mi vergognavo, piangevo: ‘ma guarda quanto siamo vigliacchi, non siamo capaci di sparare a queste canaglie di carabinieri’. Continue reading

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Verso un nuovo Lockdown (c’è del metodo in questa follia)

Riportiamo dal blog Iniziativa anarchica

Che cosa c’è di logico nella politica italiana ?

Si inneggia alla folla che si assiepa per vedere il giro d’Italia, si continua a disputare il campionato di calcio riunendo fino a mille spettatori e nel contempo si chiede alla gente di stare chiusa in casa per non diffondere il contagio !

Un’estate per convincere la gente ad affollare le spiagge e i bar, un autunno all’insegna del coprifuoco notturno.

Esaltazione dei medici ed infermieri eroi da una parte, dall’altra mancata assunzione del personale medico e paramedico necessario e contratti capestro per il personale sanitario.

In fabbrica e sui mezzi di trasporto assiepati perchè bisogna produrre. A scuola didattica a distanza….

C’E’ DEL METODO IN QUESTA FOLLIA

 

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Banda degli Ottoni, ancora solidali

 

Come già evidenziato in precedenti post la banda degli ottoni a scoppio milanese è oggetto di una assurda persecuzione giudiziaria. Riportiamo il comunicato del gruppo rinnovando la nostra piena solidarietà:

La banda degli ottoni a scoppio davanti al Tribunale di Milano

Si avvia a conclusione il lungo processo di primo grado che vede due musicisti degli ottoni a scoppio imputati di “resistenza a pubblico ufficiale aggravata e favoreggiamento”, per un episodio avvenuto il 7 /12/2014.
Nella Milano che si preparava all’Expo , come ogni anno si preannunciavano contestazioni contro le politiche del governo alla prima della Scala. In un clima volutamente tenuto a livelli alti di tensione, la banda degli ottoni a scoppio, banda di strada dalla lunga storia di impegno sociale musicale riconosciuta dallo stesso comune di Milano con l’assegnazione del 2012 della benemerenza civica , giocava un ruolo determinante affinché fosse garantita l’agibilità della piazza di chi voleva esprimere il proprio dissenso, semplicemente usando la musica come strumento di azione e interposizione nei confronti di chi invece, in quella piazza cercava a tutti i costi lo scontro per criminalizzare la contestazione (oltre 900 le presenze delle forze dell’ordine in P. Scala e centinaia di transenne). Continue reading

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Trieste lo squadrismo di casapound

In mertito all’incursione di neofascisti (tollerata dalle autorità) nella sede del Consiglio regionale del Friuli VG avvenuta ieri 4 agosto 2020 riportiamo l’accluso comunicato:

“L’Istituto provinciale per la storia del movimento di liberazione e dell’età contemporanea – Istlib Pordenone – si unisce all’indignazione delle istituzioni e dei cittadini sinceramente democratici per l’irruzione nell’aula del Consiglio regionale di un manipolo di militanti di una nota formazione neofascista, di cui con colpevole indulgenza si continuano a tollerare la manifestazioni di violenza e intolleranza, in questo caso contro gli immigrati. segue su storiastoriepn.

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Sotàns: gli unni a Udine…

Non volevamo crederlo, speravamo che non accadesse… Ma a Udine è possibile tutto il peggio purtroppo…

La storica piazza San Giacomo (una delle piazze più belle del Nordest) è stata trasformata in un bar a cielo aperto.

Complici maggioranza e opposizione PD, silente la Soprintendenza (che però aveva bloccato per anni l’installazione della passerella per l’accesso dei disabili)…

Sotans“, appunto…

 

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