15 APRILE 1919: L’ASSASSINIO DI TERESA GALLI E L’INIZIO DELLA “CONTRORIVOLUZIONE PREVENTIVA”

La prima guerra mondiale si era conclusa con un bilancio spaventoso: secondo le stime ufficiali almeno dieci milioni di morti (6-700.000 in Italia); a questi bisogna però aggiungere un numero enorme di mutilati, invalidi e ammalati di tubercolosi nelle trincee che andarono poi ad ingrossare il numero delle vittime. La popolazione, stremata dagli stenti bellici, venne poi decimata dalla diffusione della febbre “spagnola” (ben 40-50 milioni di morti).

Mezza Europa era scossa da moti rivoluzionari: nel febbraio 1917 la Russia, nel novembre 1918 Germania e Austria (con la proclamazione della repubblica), in Ungheria veniva addirittura proclamata la “repubblica dei soviet” (marzo 1919).
In questo clima anche l’Italia era percorsa da forti agitazioni popolari e la possibilità di “fare come in Russia” sembrava a portata di mano. Era l’inizio del “Biennio Rosso”. Continue reading

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PRESIDIO AL CARA DI GRADISCA: 14 APRILE 2019

NO CPR GRADISCA 14 APRILESEGNALIAMO LA NUOVA MOBILITAZIONE DI FRONTE AL CARA DI GRADISCA D’ISONZO DOMENICA 14 APRILE 2019 POMERIGGIO

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Gli anarchici a Milano durante il Biennio rosso (1919-1920)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KHlvFEWdwKo&w=560&h=315]

Registrazione dell’incontro tenutosi il 29 marzo 2019 presso il Gruppo Bruzzi Malatesta, via Torricelli 19 Milano

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Contro i CPR: nè qui nè altrove !

Segnaliamo l’utile documento sui CPR realizzato dall’Assemblea no CPR no Frontiere di Trieste.

Scaricabile anche qui:  fanzineNoCPR

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MILANO MANIFESTAZIONE CONTRO I CPR 16 FEBBRAIO 2018

VEDI L‘EVENTO FB

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OFFENSIVA GIUDIZIARIA CONTRO LE CASE OCCUPATE

In un precedente articolo (Umanità Nova, 2 Dicembre 2018) avevamo evidenziato come il Decreto Salvini contenesse anche una stretta repressiva contro le occupazioni ed in generale contro le agitazioni sociali (in particolare con l’aggravamento delle pene per i blocchi stradali).

Puntuale come un orologio assistiamo ora ad una offensiva giudiziaria contro il movimento di lotta per la casa. A Milano, il 13 Dicembre, con la cosiddetta “operazione Robin Hood” sono state sgomberate 9 case popolari, arrestati 9 militanti del Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio (arresti domiciliari) e sequestrata la sede del comitato stesso.

L’accusa è di “associazione a delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili e resistenza a pubblico ufficiale”.
Altre 75 persone risultano indagate per altri reati, come occupazione e resistenza a pubblico ufficiale.
Da rimarcare che non è la prima volta che si tenta di affibbiare il reato di “associazione a delinquere” alle lotte popolari. Fino ad ora queste accuse sono sempre cadute nel corso del dibattimento ma, visto l’attuale quadro di pesante involuzione politica, rischiamo di tornare all’epoca di Crispi quando il reato di “associazione di malfattori” era normalmente utilizzato contro anarchici e socialisti.
Del caso si è occupata ampiamente la stampa di regime, cercando di assimilare l’attività del comitato a quella di un racket di mafiosi che “vende” le case popolari. In realtà sembra surreale (anche visti i prezzi del mercato immobiliare milanese) equiparare a una “vendita” la quota associativa di 10 euro mensili che (pare) fosse richiesta agli occupanti insieme all’impegno a partecipare alle assemblee. Continue reading

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I RIDER CHIEDONO IL RICONOSCIMENTO E LA TUTELA DEL LORO LAVORO

Stanchi di aspettare il governo e l’esito di un tavolo ormai rotto, chiediamo che si passi dalle promesse ai fatti.

Rendiamo pubblica per questo la nostra proposta di legge sulla gig economy e il mondo delle piattaforme digitali. Continue reading

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Conoscere la “rotta balcanica”

un blog molto utile per conoscere la “rotta balcanica”: respingimenti illegali di migranti richiedenti asilo dalla “fortezza Europa”, in Croazia, in Slovenia ed ora anche in Italia

https://lungolarottabalcanica.wordpress.com/

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Decreto Salvini e gratuito patrocinio

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12 Dicembre 1969: la strage è di Stato, Pinelli è stato assassinato (per non dimenticare)

La strage di Stato: come è morto Giuseppe Pinelli
Il 12 Dicembre 1969 una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano: 14 morti e oltre cento feriti (altri due moriranno in ospedale). Le indagini si orientano immediatamente verso gli ambienti anarchici ignorando gli indizi che portano verso una matrice fascista dell’attentato. Un attentato voluto da settori dei servizi segreti per fermare le grandi mobilitazioni popolari del periodo e appaltato a gruppi fascisti: una strage di Stato. A Milano il 12 Dicembre decine e decine di sospetti vengono fermati, portati in questura e sottoposti a lunghi interrogatori. Tra questi il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli.
E’ circa la mezzanotte di lunedì 15 dicembre 1969. Il cronista dell’Unità di Milano Aldo Palumbo discende lentamente lo scalone principale della questura di Milano, muove i primi passi per attraversare il cortile. E sente un tonfo, poi altri due, ed è un corpo che cade dall’alto, che batte sul primo cornicione del muro, rimbalza su quello sottostante e infine si schianta al suolo. Palumbo rimane paralizzato per qualche secondo al centro del cortile, poi si avvicina al corpo, ne distingue i contorni del viso. E subito gridando corre a dare l’allarme, agli agenti della squadra mobile, agli altri cronisti che sono rimasti in sala stampa quando lui è uscito.

La mattina dopo tutti i quotidiani escono a grossi titoli con la notizia del suicidio di Giuseppe Pinelli. Continue reading

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