La morte (ufficialmente “per rissa”) del cittadino georgiano Vakhtang Enukidze detenuto nel CPR di Gradisca suscita pesanti interrogativi.
Quando sono trapelate le accuse dei compagni di detenzione, secondo cui il recluso sarebbe stato ammazzato di botte dalla polizia “prontamente il procuratore ha dichiarato che erano “tutte illazioni” e il 21 alle 4 di mattina sono stati deportati in Egitto, senza che nessuno lo sapesse, i tre compagni di cella di Vakhtang, che erano tra coloro che si erano detti disponibili a testimoniare. Questo è il modo in cui la “procura sta indagando”, come ci dicono i giornali.”
Anche il capo della polizia Gabrielli ha ritenuto di intervenire in difesa delle forze di polizia. Già, e chi interviene in difesa di questi reclusi “amministrativi”, che, proprio perchè sono incarcerati “amministrativamente” non godono neppure dei diritti dei detenuti normali ?
